Il farro (triticum dicoccum , spelta, monococco)

Il farro propriamente detto (Triticum dicoccum) è un cereale parente stretto del grano. Le prime menzioni di questo cereale si ritrovano nella Bibbia. Era conosciuto e coltivato nell’antico Egitto. Ezechiele lo usava come uno degli ingredienti per il suo pane (Ezechiele 4:9). La farina di farro costituiva la base della dieta delle popolazioni latine. Il pane di farro veniva consumato congiuntamente dagli sposi nel rito della comfarreatio, la confarreazione, matrimonio religioso romano celebrato alla presenza del pontefice massimo e di sei testimoni. Il suo nome deriva dai pani di farro (elemento specifico per riti consacratori) offerti dalla sposa, che venivano consumati ritualmente dalla coppia. Delle tre forme romane di matrimonio la confarreazione era l’unica che non prevedeva il divorzio e la sola valida per certi ruoli sacerdotali (per esempio i Flamini, voluti da Anco Marcio, il quarto dei sette re dell’antica Roma che regnò nella seconda metà del sec. VII aC), ruoli che dovevano essere espletati da uomini sposati.

Dopo la coltivazione di altre varietà di cereali, in particolare frumento, mais e riso, la coltura del farro è andata diminuendo nel tempo fin quasi a sparire. Oggi, riscoperto grazie alle sue ottime proprietà dietetiche, viene coltivato in Italia soprattutto in Toscana, nella Garfagnana, ai piedi delle Alpi Apuane, in provincia di Lucca. Il farro della Garfagnana ha ottenuto la certificazione di qualità IGP. Divenuto quasi una coltivazione “di nicchia”, trova oggi una collocazione naturale nelle aziende biologiche.

Il farro cresce bene su terreni poveri di elementi nutritivi, in zone collinari tra i 300 e i 1.000 m s.l.m. La semina avviene in autunno, su terreno precedentemente preparato, utilizzando seme vestito. La preparazione del terreno non fa uso di diserbanti. La pianta è robusta e non abbisogna di concimi chimici o fitofarmaci, essendo resistente al freddo, alle malattie e agli agenti infestanti. La raccolta, più tardiva rispetto a quella del grano, si effettua in estate con le normali macchine usate anche per la mietitura del grano. Il seme si presenta in tre varietà: il farro piccolo, il farro medio e il farro grande o spelta (dal termine inglese spelt). Gli ultimi due sono quelli comunemente usati per la coltivazione.

Il FARRO MONOCOCCO insieme al FARRO SPELTA e al FARRO DICOCCO sono le tre principali qualità conosciute.

Farro è uno dei cereali più antichi coltivati dall’uomo: il Farro era l’alimento base della dieta degli eserciti romani in quanto era facile da coltivare e ricco di nutrienti.

Il Farro è l’antenato del grano duro, il nome deriva dal latino “far” (da cui anche la parola “farina”), è oggi un ingrediente da gourmet della cucina italiana, ma costituisce da sempre anche la base della cucina etiope.

Il Farro, così come il frumento e l’orzo, iniziò a essere coltivato circa 10,000 anni fa in Medio ed Estremo Oriente, Europa, e Nord Africa. Nel corso del Medioevo, però, cominciò a essere sostituito dal frumento, dall’orzo e dagli altri cereali più facili da coltivare: all’inizio del XIX secolo il Farro cresceva solo in alcune regioni della Russia, dell’Italia, dell’Etiopia e dell’India.

Farro è il nome comune con cui vengono chiamati i “frumenti vestiti”, nei quali dopo la trebbiatura il seme risulta ancora ricoperto dalle glumelle; queste ultime devono essere eliminate con un successivo intervento detto “decorticatura” o “sbramatura”, prima di passare ad ulteriori lavorazioni. La porzione edibile del cereale è quella che cresce all’interno delle glumelle, che proteggono il chicco dagli agenti atmosferici e dalla contaminazione dei pesticidi.

Farro monococco

Il Farro più antico: Farro Monococcum (o Farro Piccolo, o Enkir), o più comunemente chiamato Monococco, è una specie diploide, cioè a sole 2 ariste, anzichè 5 o più come i frumenti moderni. Il Farro Monococcum rappresenta un vero e proprio “multivitaminico”, in quanto contiene da 5 a 8 volte in più antiossidanti come i Carotenoidi ed un contenuto proteico maggiore e di qualità.
Si presenta di colore giallo intenso con un sapore di essenze aromatiche inconfondibili.
Si stima da alcuni test effettuati, ma ancora non riconosciuti, che il cereale più antico della terra possa essere assunto da chi ha patologie come la celiachia.
20000 anni di storia per il Farro Monococcum, un tempo coltivato in Turchia e in Iran.

Farro Spelta Bio

Sebbene le origini di questo cereale restino avvolte nel mistero, le prime tracce della coltivazione del Farro spelta in europa e nel Medio Oriente risalgono a circa 5000 anni fa. Il Farro spelta è un cereale molto apprezzato da tedeschi, svizzeri e austriaci grazie al suo sapore naturalmente dolce, che ricorda la noce, e alla consistenza più leggera rispetto ad altri cereali integrali.
Cenni Storici
Il Farro Spelta aveva un tale importanza, nell’antichità, da essere citata nella Bibbia come uno dei sette cereali originali. I patrizi romani erano soliti distriburne ai poveri in quello che è considerato il primo sistema assistenziale della storia. Con le grande migrazioni in Europa, la sua coltivazione si diffuse rapidamente in nuove aree.
Descrizione
Il Farro Spelta (Triticum Spelta) è un ibrido di un’antenato del frumento e del farro, e combina il meglio di questi due cereali, superandoli addirittura per alcuni aspetti. A differenza del frumento, infatti, mantiene la crusca esterna che protegge il chicco da agenti inquinanti e la aiuta a conservare freschezza e potere nutritivo.

Metodo di Preparazione:

Essendo povera di glutine, la farina di farro spelta non lievita sempre in modo uniforme: sarà pertanto necessario fare delle prove variando la quantità di liquido indicate nelle ricette, oppure mescolarla a farine ricche di glutine per ottenere un risultato migliore. Per cuocere i chicchi di farro spelta integrali, lasciarli in ammollo tutta la notte, quindi scolarli e farli bollire (una parte di farro spelta in tre parti d’acqua). Una volta raggiunta l’ebollizione, abbassare la fiamma e lasciar cuocere per circa un’ora.

Contenuto Nutizionale:

Il Farro Spelta è un’eccellente fonte di fibree vitamine del gruppo B, e contiene dal 10% al 25% di proteine in più rispetto al frumento. La presenza di un ridotto contenuto di glutine rende questo cereale inadatto a soggetti celiaci.
Benefici per la salute
Il Farro Spelta è un’eccellente fonte di riboflavina, una vitamina necessaria per il corretto metabolismo energetico del sistema nervoso che sembra, pertanto, in grado di ridurre la frequenza degli attacchi di emicrania. L’elevato contenuto di fibre solubili presenti nel farro spelta ha inoltre il vantaggio di ridurre la colesterolemia.

 

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